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10 Febbraio: Ricordo dei martiti delle foibe |
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ernst_junger
Niubbo
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Posted -
06/02/2008
:
14.27
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10 febbraio: “Giorno del ricordo” - nota storica
Finalmente, dopo 60 anni di oblio e di colpevole silenzio, il 10 febbraio di ogni anno sarà celebrato, per legge, il “Giorno del ricordo” , con riferimento ai martiri delle foibe e all’espulsione degli Italiani dalla Venezia Giulia, dall’Istria e dalla Dalmazia; lo ha stabilito il Parlamento su iniziativa di AN e con un ampio voto trasversale, contrario solo un gruppuscolo di comunisti, forse per una forma di incomprensibile e antistorica solidarietà con i partigiani titini che si macchiarono allora di orrendi crimini. Il riferimento è il 10 febbraio 1947, data in cui a Parigi fu firmato il trattato di pace che impose all’Italia, sul confine orientale, la cessione alla Jugoslavia di Zara in Dalmazia, dell’Istria con Fiume e di gran parte della Venezia Giulia, con Trieste costituito in Territorio Libero e ritornato poi all’Italia alla fine del 1954. Si trattò di una rinuncia dolorosa a terre italianissime, già della Repubblica di Venezia e aggregate alla madrepatria dopo la vittoria nella prima guerra mondiale, a compimento dell’epopea risorgimentale. Ma la rinuncia fu ancora più dolorosa perché su quelle terre furono perpetrati atti di inaudita ferocia slava e comunista ai danni degli Italiani con il benestare del PCI e di Togliatti, condizionati dall’ affinità ideologica con Tito. Il dramma inizia nel 1943 e si protrae sino al 1954. L’obiettivo è preciso: procedere ad una radicale pulizia etnica per eliminare quelle persone che in un modo o nell’altro avrebbero potuto opporsi all’annessione di quei territori allo Stato jugoslavo comunista. L’operazione si sviluppa su due fronti: eliminazione fisica ed esodo. Le uccisioni riguardano oltre ventimila connazionali, tra infoibati, ritrovati nelle fosse comuni, fucilati o affogati in mare e nei natanti fatti affondare. Tra essi persone di ogni condizione e persino 17 partigiani “bianchi”, colpevoli di opporsi all’annessione di quelle terre di confine alla Jugoslavia di Tito. 5.000 persone sparirono da Trieste nei 40 giorni di feroce occupazione titina della città nel maggio/giugno 1945, quindi a guerra conclusa. Nella sola foiba di Basovizza, alle spalle della città, furono rinvenuti 400 metri cubi di cadaveri. Le foibe (dal latino fovea = fossa) sono delle voragini rocciose, a forma di imbuto, create dall’erosione di corsi d’acqua e profonde sino a 200 metri. In quei luoghi, dall’8 settembre 1943 sino a tutto il 1946 e per qualche caso anche oltre, in Istria e nei territori di Trieste e di parte della Venezia Giulia i partigiani delle formazioni titine, cui erano spesso aggregati partigiani italiani, usarono tali pozzi per eliminare, gettandoveli dentro, militari e civili italiani. Prima di essere infoibati uomini e donne, condannati senza alcun processo e solo per il torto di essere italiani, venivano sottoposti ad ogni forma di violenza fisica e di torture; alcuni, legati con il filo spinato ad altri falciati con la mitragliatrice, finivano trascinati vivi nei crepacci e morivano dopo una lunga e dolorosa agonia. L’esodo fu il risultato di una serie di abbandoni di massa delle popolazioni di tradizione e di lingua italiana per effetto delle intimidazioni, persecuzioni, spoliazione dei propri beni, violenze ed eliminazione fisica, ma anche per cacciata diretta da parte di Tito. Pertanto il drammatico fenomeno dell’esodo di 350.000 persone, private di tutto, fu determinato da un insieme di ragioni che vanno dal terrore psicologico per le foibe ed i massacri in genere, alle deportazioni e alla perdita della cittadinanza e della propria cultura. L’identità italiana veniva sradicata con ogni mezzo e per mantenerla bisognava andarsene: non si poteva più vivere da Italiani nella Jugoslavia comunista. L’ultimo esodo di 50.000 profughi avvenne da Capodistria nel 1954, dopo il passaggio della zona B alla Jugoslavia e ulteriori massacri di intere famiglie italiane. Purtroppo i disagi e l’angoscia degli esuli furono resi ancora più drammatici dalla cattiva accoglienza che essi ebbero in Italia su istigazione del PCI (temeva la verità sul “paradiso comunista” e il loro voto contrario alle elezioni) e l’indifferenza “strategica” della DC (calcoli politici internazionali), tanto che molti di essi furono costretti ad espatriare ancora e gli altri riuscirono a sistemarsi faticosamente sul territorio nazionale. Solo il MSI si batté coraggiosamente a favore degli esuli e dei territori, lasciando addirittura delle giovani vite, nel 1953, sulle strade di Trieste per difenderne l’italianità.
Ora, con l’istituzione del “Giorno del ricordo”, l’Italia ha ritrovato la propria coscienza, una memoria condivisa che riguarda fatti drammatici e la necessità di ristabilire verità e giustizia. I primi obiettivi dovranno riguardare il recupero della nostra storia nei libri di scuola, nella cultura ufficiale e nelle coscienze, nonché la restituzione dei beni abbandonati in Slovenia e Croazia. Sarà necessario inoltre assicurare la piena e duratura difesa per gli Italiani che sono rimasti là (almeno quarantamila) e che rischiano ancora e incredibilmente di essere assimilati.
LA NOTA VUOLE ESSERE UNA SINTESI STORICA DI FATTI POCO CONOSCIUTI; VA INTEGRATA CON ALTRE TESTIMONIANZE E CON LA BIBLIOGRAFIA ESISTENTE SULL’ARGOMENTO. CONSULTARE ANCHE I SITI www.10febbraio.it - www.mlhistria.it RECENTEMENTE SI E’ ANCHE COSTITUITO IN ANCONA IL COMITATO PROVINCIALE ESULI DELL’ASSOPCIAZIONE NAZIONALE VENEZIA GIULIA E DALMAZIA (ANVGD)
APPENDICE – TESTIMONIANZE
TESTIMONIANZA DEL CAMPIONE DI PUGILATO NINO BENVENUTI Mi hanno cacciato dal mio paese quando avevo 13 anni. Si chiamava Isola d’Istria, oggi è una cittadina della Slovenia. Ci torno ogni tanto per portare fiori sulla tomba dei miei cari e gli unici riferimenti italiani li trovo solo al cimitero. La casa dei nonni sorgeva nel centro storico del paese, al n. 13 di via Contesini. Sino a 9 anni non avevo mai sentito una persona che parlasse slavo, poi vennero loro, i soldati jiugoslavi con le divise blu e la stella rossa sul copricapo e la polizia politica titina e fu subito terrore ed angoscia. Erano in due quel pomeriggio d’estate del 1947 quando vennero a prendere mio fratello Eliano: Aveva 17 anni e nessuna colpa se non quella di essere italiano. Rimase in carcere per sette mesi senza alcuna imputazione, poi per fortuna fu rilasciato mentre tanti altri giovani erano spariti nel nulla per sempre. Quattro anni più tardi ci fu requisita la casa ed assegnata ad un ufficiale jugoslavo. Iniziò l’esodo della famiglia Benvenuti, comune a quella del popolo istriano. La prima tappa era per tutti Trieste; la mia famiglia si stabilì in città ed io mi sento ancora un esule.
Dichiarazione dello storico ARRIGO PETACCO Ricordare i capitoli dolorosi delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata è un dovere a cui abbiamo mancato per oltre 50 anni. A questi poveri nostri fratelli non abbiamo mai mostrato alcuna gratitudine, anzi l’Italia ufficiale ha cercato di cancellarli dalla memoria. Scrissi il mio libro “L’esodo” quando lessi su un’enciclopedia la definizione di foibe come una sorta di “doline carsiche molto diffuse in Istria” senza alcun riferimento al dramma di tanti italiani infoibati. Ma c’è stato anche di peggio: il comunista Carlo Salinari ha attribuito i cadaveri delle foibe “alla rappresaglia nazista”.
Lo scrittore GIANNI OLIVA. E’ necessario colmare il silenzio caduto su questo capitolo di storia, riconoscendo che i morti delle foibe sono vittime di tutta l’Italia e così saremo nazione sino in fondo.
ERNESTO GALLI DELLA LOGGIA È necessario elaborare una memoria condivisa del passato, essendo tale memoria premessa indispensabile di una vera, comune identità nazionale.
GIUSEPPE PARLATO Occorre far capire che l’olocausto italiano delle foibe si inquadra in un atto di barbarie del totalitarismo comunista che si è macchiato di ogni tipo di crimini.
ANTONIO CAU, APPUNTATO GUARDIA DI FINANZA - MAGGIO 1945 Il mondo civile inorridirà quando sarà possibile far luce su tutti gli orrori e i delitti di cui si macchiarono senza giustificato motivo contro gli Italiani i partigiani jugoslavi. Incarcerarono, torturarono e fucilarono senza ragione migliaia di persone. Prima di uccidere utilizzavano il supplizio di legare i prigionieri per le braccia ai pali e tenerli così sospesi per delle ore. Le grida di dolore dei torturati facevano impazzire di dolore noi poveretti che eravamo obbligati ad assistere alle torture e alle esecuzioni.
Mons. PARENTIN, da “La Voce Giuliana, 1980 Un’ispezione del 1944 accertò che i partigiani di Tito avevano precipitato nell’abisso di Semich un centinaio di sventurati: soldati italiani e civili, uomini e donne, prima seviziati ed ancora vivi. Tanti altri ne furono gettati a guerra finita, nel 1945 e dopo. La foiba ingoiò indistintamente chiunque avesse sentimenti italiani, avesse sostenuto cariche o fosse semplicemente oggetto di sospetti o di rancori. Per giorni e giorni la gente aveva sentito urla strazianti provenire dall’abisso, le grida dei rimasti in vita ….
GIOVANNI RADETICCHIO di Sisano, un sopravvissuto alle foibe Dopo tre giorni di torture, affamati e sanguinanti, Giovanni ed altri compagni di sventura vengono portati sul ciglio della foiba e così prosegue il racconto in prima persona “Mi appesero un grosso sasso ai polsi già legati dietro la schiena con il filo di ferro e mi costrinsero sparando a gettarmi nel crepaccio. Dio volle che colpissero il ferro che fece cadere il sasso, così caddi illeso nell’acqua della foiba. Nuotando ho potuto arenarmi. Intanto continuavano a cadere gli altri miei compagni e dietro ad ognuno sparavano colpi di mitra. Dopo l’ultima vittima, gettarono una bomba a mano…Sono riuscito a rompere il filo di ferro che mi serrava i polsi, straziando contemporaneamente le mie carni… Rimasi così nella foiba un paio d’ore poi, con il favore della notte, uscii da quella che doveva essere la mia tomba”.
LO SCRITTORE PIERO TARTICCHIO A guerra ormai finita, sette miei familiari furono infoibati con la sola colpa di essere italiani. Non erano militari, ma civili: Uno di loro era mio padre. Condensare tanto dolore in poche righe è impossibile. Mi rimane comunque il rammarico che, passati sessant’anni da quel tragico evento, le foibe della Slovenia e della Croazia, cioè i luoghi del martirio di tanti italiani, siano ancora abbandonati e inaccessibili. Luoghi senza una croce, un nome, una data, dove oggi più che mai più forte si fa il dolore dei vivi, ma ancor più assordante riecheggia il silenzio dei morti. Non è facile cancellare dalla mia mente quelle inquietudini, poiché più cerco di scacciarle più riemergono come fantasmi.
WALTER VELTRONI, SINDACO DI ROMA (“Il Messaggero del 28/01/2006) Il presidente Ciampi dice che abbiamo bisogno di una “memoria intera”, che contenga tutte le pagine della nostra vicenda nazionale, comprese quelle più dolorose, quelle per troppo tempo rimosse. Nessun luogo, nessun evento, va dimenticato o sottaciuto. E’ il modo migliore per rendere più saldo, come italiani, le ragioni del nostro stare insieme…… A Roma vive una comunità di cittadini originari dell’Istria, di Fiume, della Dalmazia….. sono persone e famiglie che fuggirono da una tragedia che non deve essere dimenticata. Una tragedia fatta di odio, di persecuzioni che costrinsero ad abbandonare la propria terra, di uccisioni di massa, di terrore, di una barbara violenza racchiusa in un nome: le foibe, dove vennero gettati, in molti casi ancora vivi, migliaia di italiani.. Accadde nelle zone assegnate alla Jugoslavia dopo l’armistizio e la fine delle ostilità. Fu un odio insieme etnico, nazionale e ideologico…. Per lunghi anni su questa vicenda è calato, nel nostro Paese, un sostanziale oblio. Ha contribuito a tale colpevole rimozione una parte della cultura della sinistra, rimasta prigioniera dell’ideologia, subalterna – per dirlo con chiarezza – alle esigenze del comunismo internazionale, a un presunto realismo politico. Ora si deve dire, nel modo più netto, che non sono ammesse amnesie, né reticenze e rimozioni di sorta: quella dell’esodo-espulsione e quella delle foibe sono pagine vergognose della nostra storia. Pagine che non si possono dimenticare o espungere, ma che appartengono per intero alla storia di tutti gli Italiani
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L’evoluzione è molto più importante che il vivere. Gli errori sono per la vita ciò che le ombre sono per la luce. Un’opera d’arte si spegne, impallidisce nella stanze dove ha un prezzo ma non un valore. Ernst Jünger |
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Berkelya
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Posted - 07/02/2008 : 20.55
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Furius, stello de zia,ma non te pare il caso che alla tua tenera tenerissima età non cresci un tantino prima di aprì bocca e daglie fiato? Su dai non le dì ste cose, ma lo dico per te.. Ah!Un altro consiglio, visto che so un pochettino più grande di te: prima di unirti a qualsiasi tipo di partito o associazione politica , studia un pò di storia, elabora delle idee AUTONOME e poi valuta. I lavaggi del cervello non sono mai una bella cosa.. |
"Please could you stop the noise i’m trying to get some rest? ..when i’m king you will be first against the wall with your opinion which is of no consequence at all.. Do you remember,why don’t remember my name?Off with his head why don’t you remember my name..i guess i does!" [Paranoid Android]
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Scarsick
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Posted - 07/02/2008 : 21.00
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@ furius
la tua è la stessa mentalità dei titini. non violenta nei fatti, ma nella testa. e comunque non solo i comunisti li dimenticarono, la democrazia cristiana dove la metti? caro mio, la storia non la puoi vedere da un punto. ha ragione shelob, inoltre...perchè gli ebrei italiani cosa erano?? quelli no? erano di razza inferiore? e se tra gli infoibati ci fosse stato uno di religione ebraica? le foibe per lui erano giuste? ( poi fine il termine giudei...mi compiaccio per questo fine termine...ma ti rimprovero dovevi aggiungere sporchi o maledetti...la mia è una provocazione...ma la tua non so se è un termine infelice...o cos’altro ) Ricordali tutti i connazionali allora, quelli pestati a morte dalla camiciole nere...ricorda anche quei connazionali fatti saltare per aria nelle stragi nere e rosse. quelli non valgono? il tuo ragionamento è pericoloso perchè è simile a quello dei titini. loro uccidevano e scacciavano gli italiani perchè non jugoslavi..mi spieghi quale è la tua differenza rispetto loro?
(piccola nota personale ....se leggi il mio intervento non ho mai detto che d’annunzio è "uno scrittore malfermo" . leggi meglio. in 14 anni dovresti saperlo fare. forse. )
Modificato da - Scarsick il 07/02/2008 21:28:30 |
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Sir_Wallace
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Posted - 07/02/2008 : 21.41
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Furius scrisse:
E insultatemi quanti vi pare, ma ribadisco che io preferisco ricordare un mio connazionale, che essere obbligato a ricordare qualcosa che sento non appartenermi...
P.S: per quanto la mia ignoranza sia grande, non mi sembra molto corretta la descrizione di D’Annunzio "malfermo scrittore di poco conto"...
Bhè diciamo che Shelob ti ha già portato un esempio eclatante..... comunque se veramente vuoi solo ricordare i tuoi tanto amati connazionali è bene che ricominci a studiare un pò la storia e a fare qualche passo indietro sulle tue affermazioni ed avere un ottica un pò diversa, cercando di commemorare anche tutti quegli italiani deportati in campi di sterminio in germania e polonia.
Visto che durante la seconda guerra mondiale non sono stati deportati solamente tantissimi ebrei italiani (come ha ben precisato shelob) ma anche tantissimi comunissimi ed esclusivamente ITALIANI (non ebrei) che potevano essere o partigiani o figli di partigiani o nessuna delle due cose. Ma che sono stati comunque deportati in germania in campo di concetramento e dove spesso hanno trovato la morte in questi.
Vuoi un esempio??
Bhè mio nonno era uno di questi, un comunissimo italiano cristiano cattolico (quindi non ebreo) che non era nè partgiano nè nient’altro solo uno come tanti, simpatizzante dei partigiani che si è trovato al momento sbagliato nel luogo sbagliato e per questo ha pagato e fin troppo. E’ stato selvaggiamente caricato in un piccolissimo vagone merci strettissimo e senza aria, insieme ad altri 56 persone e deportato per 3 mesi in un campo di concentramento in germania, dove ha visto e vissuto scene che sono indelebili nella sua testa, scene che fanno accapponare la pelle al sol racconato. Fortunatamente per lui però, visto la sua forza fisica è riuscito ad esser trasferito per altri mesi prima della liberazione, in un campo di lavoro dove costruiva mine, ma dove le sevizie non eran certo di meno.
Nel suo caso grazie alla buona sorte non ha trovato la morte, ma ha dovuto soffrire le pene psichiche e fisiche che portano con se il trauma dell’esperienza di un campo di concentramento, mentre altri ITALIANI che erano con lui però hanno trovato la morte....
Non pensi che questi meritino la commemorazione in quanto italiani, tua e di altri pseudo "camerata" come te?
Premetto che ti ho fatto tutto questo discorso esclusivamente per rispondere alla tua precisa affermazione che ho trovato alquanto ignobile. Ovviamente senza nulla togliere alle morti delle foibe che non sono nè meno nè più importanti di altre, ma che forse come molti hanno già detto, spesso vengono ritirate fuori dall’oblio da esponenti di destra solo per un fattore di anticomunismo.
Non esistono due pesi e due misure caro mio......
Modificato da - Sir_Wallace il 07/02/2008 21:48:53 |
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Furius
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Posted - 07/02/2008 : 21.45
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Berkelya scrisse: Furius, stello de zia,ma non te pare il caso che alla tua tenera tenerissima età non cresci un tantino prima di aprì bocca e daglie fiato? Su dai non le dì ste cose, ma lo dico per te.. Ah!Un altro consiglio, visto che so un pochettino più grande di te: prima di unirti a qualsiasi tipo di partito o associazione politica , studia un pò di storia, elabora delle idee AUTONOME e poi valuta. I lavaggi del cervello non sono mai una bella cosa..
Punto primo: capisco che posso essere piccolo,e so di non avere un’ampia cultura... Ma io apro la mia bocca e do fiato quando voglio esporre le mie idee,perchè anche io posso avere delle idee, non solo voi, grandi "intellettuali"... Punto secondo: sono d’accordo sul fatto di studiare la storia, magari non come ci viene imposta, ma approfondendo, e ti assicuro, che io approfondisco, per quanto posso. Elaboro le mie idee, ed è quello che tutti facciamo all’interno del movimento, dibattendole, non subendo lavaggi del cervello... Punto terzo: Il lavaggio del cervello lo subiamo ogni giorno... Le foibe ne sono la prova...
Scarsick scrisse: "... poi fine il termine giudei...mi compiaccio per questo fine termine...ma ti rimprovero dovevi aggiungere sporchi o maledetti...la mia è una provocazione...ma la tua non so se è un termine infelice...o cos’altro ) Ricordali tutti i connazionali allora, quelli pestati a morte dalla camiciole nere...ricorda anche quei connazionali fatti saltare per aria nelle stragi nere e rosse. quelli non valgono? il tuo ragionamento è pericoloso perchè è simile a quello dei titini. loro uccidevano e scacciavano gli italiani perchè non jugoslavi..mi spieghi quale è la tua differenza rispetto loro?
(piccola nota personale ....se leggi il mio intervento non ho mai scritto su d’annunzio che è uno scrittore malfermo. leggi meglio. in 14 anni dovresti saperlo fare. )..."
Putno primo: cos’è che non va nel termine giudei, nel contesto in cui l’ho utilizzatto?? Dallo zingarelli:1- abitante nativo del regno di Giudea/ Israelita,ebreo 2- Usuraio/Traditore Mi sembra che un significato dei due, vada bene... Punto due: Nessuno ha detto di non ricordare gli altri connazionali uccisi, e sarebbe uan cosa bellissima e impossibile ricordarli tutti... Non c’è nessuna differenza tra tutti i connazionali uccisi e gli infoibati, apparte il fatto che gli italiani infoibati, sono stati scordati dagli italinai stessi (chiedo scusa per aver dimenticato la DC)... Punto terzo: Probabilemtne ho mal interpretato... Allora nominami gli altri scrittori apparte D’Annunzio, che parlano di Fiume e d’Istria, che sia naturalmente malfermo. Punto quarto: Hai ragione, dovrei saper leggere, e questo fa notare lo stato di degrado dell’istruzione italina... Comuqnue, tu dovresti saper scrivere.... Non vedo molte altre interpretazioni di ciò che hai detto...
P.S.: mi sembra esagerato l’accanimento contro skul-89 per aver mal letto e aver dato dell’ignorante a Berkelya...Mi sembra un po troppo accusarlo di non saper stare civilemtne all’interno del forum... Berkelya consolati, a te hanno dato dell’ignorante, invece io non so neanche leggere... |
Nessun fenomeno al mondo può impedire al sole di risorgere
MEMENTO AUDERE SEMPER
Non con l’oro, ma con il ferro si libera Roma
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Scarsick
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Posted - 07/02/2008 : 21.53
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torna a pane e nutella, che quella ti fa bene. pane e littorio ti ha dato alla testa. cresci prima di parlare di cose a te sconsciute. e sopratutto vai a letto...è tardi
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Furius
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Posted - 07/02/2008 : 21.55
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Sir_Wallace scrisse:
Bhè diciamo che Shelob ti ha già portato un esempio eclatante..... comunque se veramente vuoi solo ricordare i tuoi tanto amati connazionali è bene che ricominci a studiare un pò la storia e a fare qualche passo indietro sulle tue affermazioni ed avere un ottica un pò diversa, cercando di commemorare anche tutti quegli italiani deportati in campi di sterminio in germania e polonia.
Visto che durante la seconda guerra mondiale non sono stati deportati solamente tantissimi ebrei italiani (come ha ben precisato shelob) ma anche tantissimi comunissimi ed esclusivamente ITALIANI (non ebrei) che potevano essere o partigiani o figli di partigiani o nessuna delle due cose. Ma che sono stati comunque deportati in germania in campo di concetramento e dove spesso hanno trovato la morte in questi.
Vuoi un esempio??
Bhè mio nonno era uno di questi, un comunissimo italiano cristiano cattolico (quindi non ebreo) che non era nè partgiano nè nient’altro solo uno come tanti, simpatizzante dei partigiani che si è trovato al momento sbagliato nel luogo sbagliato e per questo ha pagato e fin troppo. E’ stato selvaggiamente caricato in un piccolissimo vagone merci strettissimo e senza aria, insieme ad altri 56 persone e deportato per 3 mesi in un campo di concentramento in germania, dove ha visto e vissuto scene che sono indelebili nella sua testa, scene che fanno accapponare la pelle al sol racconato. Fortunatamente per lui però, visto la sua forza fisica è riuscito ad esser trasferito per altri mesi prima della liberazione, in un campo di lavoro dove costruiva mine, ma dove le sevizie non eran certo di meno.
Nel suo caso grazie alla buona sorte non ha trovato la morte, ma ha dovuto soffrire le pene psichiche e fisiche che portano con se il trauma dell’esperienza di un campo di concentramento, mentre altri ITALIANI che erano con lui però hanno trovato la morte....
Non pensi che questi meritino la commemorazione in quanto italiani, tua e di altri pseudo "camerata" come te?
Premetto che ti ho fatto tutto questo discorso esclusivamente per rispondere alla tua precisa affermazione che ho trovato alquanto ignobile. Ovviamente senza nulla togliere alle morti delle foibe che non sono nè meno nè più importanti di altre, ma che forse come molti hanno già detto, spesso vengono ritirate fuori dall’oblio da esponenti di destra solo per un fattore di anticomunismo.
Non esistono due pesi e due misure caro mio......
Modificato da - Sir_Wallace il 07/02/2008 21:48:53
Ce ne sono fin troppi di esempi... Considera che mio nonno è stato in carcere 9 mesi sotto la guerra, perchè ferroviere. Mio zio di secondo grado, è stato deportato a Mauthausen, ed era simpatizzanteal fascismo... Non metto in dubbio le deportazioni di italiani durante la guerra, ma non mi sembra che il 27 gennaio il ricordo sia incentrato sugli italiani deportati... sbaglio forse? |
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Furius
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Posted - 07/02/2008 : 22.00
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Scarsick scrisse: torna a pane e nutella, che quella ti fa bene. pane e littorio ti ha dato alla testa. cresci prima di parlare di cose a te sconsciute. e sopratutto vai a letto...è tardi
mi sembra la giusta risposta a tutto ciò che non vi va di sentire.. bravi continuate cosi... Io apprezzerei un ragazzo che si interessa e cerca di fare un discorso, che possiate condividere o no...
Non rispondo alla tua provocazione... potrei anche risondere male... |
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Scarsick
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Posted - 07/02/2008 : 22.02
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perchè "ebreo" è una nazione? quale mappamondo possiedi? italiano prigioniero politico ed ebreo polacco a mathausen che differenza ha? magari il tatuaggio sulla pelle. altre non me ne vengono...illuminami tu.
@ wallace  |
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Mr.X
WebMister
   
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Posted - 07/02/2008 : 22.08
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Ma perché ogni anno mi fate vedere sempre lo stesso film in "rosso e nero"? Non oso pensare a cosa succederà il 25 aprile.. 
P.S. (visto che vanno di moda i p.s.): BertoRicci, carissimo e stimatissimo (sono sincero) e so che leggi questo thread lì in un angolino, perché non porgi una mano sulla spalla di queste creature e conferisci loro quel "miglio in più" di cui hanno bisogno per fronteggiare il nemico? Co’ ’sti lupi rossi che girano su ’sto sito ci vogliono lame più sottili.. prestagliene un po’ tu  |
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Mr.X
WebMister
   
1776 Posts
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Posted - 07/02/2008 : 22.10
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Furius scrisse:
Scarsick scrisse: torna a pane e nutella, che quella ti fa bene. pane e littorio ti ha dato alla testa. cresci prima di parlare di cose a te sconsciute. e sopratutto vai a letto...è tardi
mi sembra la giusta risposta a tutto ciò che non vi va di sentire.. bravi continuate cosi... Io apprezzerei un ragazzo che si interessa e cerca di fare un discorso, che possiate condividere o no...
Non rispondo alla tua provocazione... potrei anche risondere male...
Qui però hai acquistato 1000 punti  |
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Strait
Cittadino

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144 Chatpoints

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Posted - 07/02/2008 : 22.33
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Mr.X scrisse: Ma perché ogni anno mi fate vedere sempre lo stesso film in "rosso e nero"? Non oso pensare a cosa succederà il 25 aprile.. 
io credo e spero nulla, come nulla sarebbe dovuto accadere dopo il lancio di questo thread che voleva essere uno spunto per ricordare gli eventi accaduti in prossimità del 4° anniversario dell’istituzione del giorno del ricordo e invece è stato visto come un metodo per strumentalizzare dei morti e quindi "attaccato" da molti. E’ da qui che n’è nata l’accesa discussione, io, ripeto, nn credo che nessuno verrà mai a fare un processo alle intensioni quando si parlerà di 25 aprile.
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RoCk_GrrrL!
[Staff] Mia Wallace
  
1052 Posts
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Posted - 07/02/2008 : 23.04
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Fratellino... Zitto, tu non hai mai letto un libro per intero, non parlare di D’Annunzio! 
E comunque... Secondo quale logica la morte di un italiano dovrebbe toccarmi più della morte di un tedesco, di un ebreo, di un africano? Certo un italiano può essermi più vicino, ma... Ragionando in termini nazionalisti allora non siamo poi mica tanto diversi dai titini che infoibano gli italiani, che hanno come unica colpa l’essere italiani.
Modificato da - RoCk_GrrrL! il 07/02/2008 23:09:37 |
*Un mix tra Eve Ensler e Sandra Mondaini in versione burlesque* (Daenerys cit.) "There is nothing in the whole world so unbecoming to a woman as a Nonconformist conscience" Oscar Wilde
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RoCk_GrrrL!
[Staff] Mia Wallace
  
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Posted - 07/02/2008 : 23.08
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Mr.X scrisse:
Furius scrisse: mi sembra la giusta risposta a tutto ciò che non vi va di sentire.. bravi continuate cosi... Io apprezzerei un ragazzo che si interessa e cerca di fare un discorso, che possiate condividere o no...
Non rispondo alla tua provocazione... potrei anche risondere male...
Qui però hai acquistato 1000 punti 
Infondo, qualcosa di buono doveva pure prenderlo con una sorella come me! (Peccato per tutto il resto ) |
*Un mix tra Eve Ensler e Sandra Mondaini in versione burlesque* (Daenerys cit.) "There is nothing in the whole world so unbecoming to a woman as a Nonconformist conscience" Oscar Wilde
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ken
Niubbo
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Posted - 07/02/2008 : 23.54
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saranno 4 o 5 anni che frequento fabrianopoli e mi rattrista vedere che seppur cambiano i protagonisti qualsiasi pretesto è buono per scatenere il solito scontro tra rossi e neri. Che siate di destra o di sinistra, di centro o di periferia vi consiglio solo una cosa: lasciate in pace i morti, che utilizzarli per tirar acqua al proprio mulino è come ucciderli un altra volta. Credo che evitare questi scontati battibecchi in un forum del genere sia la cosa piu sensata e rispettosa da fare nei confronti di persone che hanno perso la vita in quel brutale massacro.
pensateci su. |
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Skull-89
Cittadino

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Posted - 08/02/2008 : 00.01
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Scusate ma ho appena letto c’ho che avevate scritto in precedenza...Mamma mia ma possibile che ogni cosa che dico subito in 200 ad assalirmi?! Per primis mi scuso con Berkelya perchè non avevo interpretato bene la sua risposta: SCUSA!!! Secondo, quella che mi avrebbe dovuto attaccare doveva essere solo lei, no che arriva mr X e comincia a dire " TU DE QUA, TU DE LA!", non ho mica ammazzato nessuno, ho interpretato ciò che mi diceva, cavoli gente finchè si scherza, si scherza. E qui chiudo la mia risposta chiedendo nuovamente scusa a Berkleya!!!
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"Se mai si racconterà la mia storia si dica che ho camminato coi giganti. Gli uomini sorgono e cadono come grano invernale ma questi nomi non periranno mai. Si dica che ho vissuto al tempo di Ettore, domatore di cavalli, si dica che ho vissuto al tempo di Achille" |
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